Coronavirus: festa in una scuola della Capitale

A volte si sentono storie che hanno dell’incredibile, ma sopratutto fanno notare che le disposizioni di legge vengono ferreamente applicate.

Si ricorda che il dispositivo DPCM del 09/03/2020 obbliga tutti a restare a casa e a limitare il più possibile gli spostamenti a meno che lo spostamento sia determinato da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio.

Si ricorda che tutti, prima di spostarci, dobbiamo compilare la autocertificazione.

Si ricorda inoltre che se non si rispettano le disposizioni in vigore, si è passibili di sanzioni penali

Detto questo, nonostante tutte le restrizioni in vigore necessarie per ridurre il contagio da coronavirus, a Roma hanno organizzato una festa all’interno di un istituto scolastico.

Dirigente Scolastico,  insegnanti e amici sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri per la violazione dell’art. 650 del codice penale relativo alle prescrizioni imposte dal Governo per il contenimento della diffusione del coronavirus.  A chiamare i Carabinieri sono stati alcuni residenti che si sono accorti di quanto accadeva nella scuola. 

Se vogliamo ridurre i contagi da coronavirus restiamo a casa. Ricordiamoci che restare a casa è una forma di rispetto verso noi stessi ma anche verso i nostri parenti, i nostri amici, i nostri figli e verso il prossimo.   

 

Ecco alcuni link utili

DPCM 09.03.2020

Modello di autocertificazione

CORONAVIRUS: ecco alcune risposte a delle domande più comuni

Dal 05 marzo 2020 e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale. Nelle zone rosse le scuole e i servizi per l’infanzia sono invece chiusi.

Ma molti si chiedono, che differenza c’è tra chiusura e sospensione delle attività didattiche?

La chiusura delle scuole comporta il divieto di accesso ai locali per tutto il personale e per gli alunni. Le assenze non devono essere giustificate, non comportano decurtazione economica o richieste di recupero.
La sospensione delle attività didattiche comporta l’interruzione delle sole lezioni. Pertanto, le scuole rimarranno aperte e i servizi erogati dagli uffici di segreteria continueranno ad essere prestati. Il Dirigente Scolastico e il personale ATA sono tenuti a garantire il servizio ed eventuali assenze devono essere giustificate.

Cosa accade per i viaggi di istruzione programmati?

I viaggi d’istruzione, e le varie iniziative di scambio o gemellaggio, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospesi fino al prossimo 3 aprile.

Per le classi che stanno effettuando viaggi di istruzione all’interno dei luoghi indicati come focolai del virus, a quali disposizioni devono attenersi?

Le Istituzioni Scolastiche devono attenersi alle disposizioni del Ministero della Salute.  Nel link trovate tutte le indicazioni del caso.

Se non è possibile effettuare lezioni frontali con gli alunni, è possibile procedere in altra modalità?

Il nuovo decreto dispone che  i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti aventi disabilità.

Chi si assenta da scuola perché malato cosa deve fare?

Per le assenze per malattia superiori a 5 giorni, gli alunni ed il personale scolastico devono presentare il certificato medico per poter rientrare a scuola. Tali disposizioni sono valide fino al prossimo 3 aprile.

I provvedimenti di chiusura delle scuole o di sospensione delle attività didattiche potranno avere conseguenze sul buon esito dell’anno scolastico?

Le assenze degli alunni nei periodi di sospensione “forzata” delle attività didattiche non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico.

L’anno scolastico resta comunque valido, anche qualora non dovesse raggiungere il minimo di 200 giorni previsti, in quanto trattasi di situazioni contingenti dovute a causa di forza maggiore.

La responsabilità del Dirigente Scolastico e dell’RSPP nel caso di un infortunio a scuola

Se uno studente subisce un infortunio a causa di carenze strutturali all’interno dell’edificio scolastico, quali sono le responsabilità di dirigente scolastico e RSPP?
 

Sul Dirigente Scolastico grava l’obbligo di vigilare sulla messa in sicurezza della struttura, mentre sull’RSPP grava la responsabilità di individuare il rischio, valutarlo e segnalare al dirigente scolastico i possibili interventi preventivi e protettivi.

Anche se il Dirigente Scolastico non è proprietario dell’immobile e non ha poteri di spesa o decisionali in merito alla manutenzione dell’edificio, comunque viene considerato “datore di lavoro”. Come tale, il dirigente sarà responsabile del rispetto delle norme antinfortunistiche e, dati i suoi limiti, sarà esente da responsabilità penali e civili se segnalerà alle autorità competenti gli interventi strutturali necessari.

Come stabilito nella sentenza n. 23012 del 2001, il Dirigente Scolastico ha potere di gestione dell’Istituto e pertanto su di lui grava l’obbligo d’informare prontamente chi di dovere per intervenire nel più breve tempo possibile per eliminare le fonti di pericolo.

Per cui, in caso d’infortunio dell’alunno causato da strutture scolastiche non a norma, il Dirigente Scolastico sarà penalmente responsabile per non essere intervenuto prontamente a segnalare il mancato rispetto delle leggi a tutela della sicurezza scolastica agli enti che hanno il potere di intervenire. Il RSPP è corresponsabile per non avere evidenziato questa esigenza.

Alternanza scuola lavoro: Quali gli adempimenti

L’Alternanza Scuola Lavoro è stata istituita con il D. Lgs. n. 77 del 15/04/2005.

Ovviamente non sono mancati casi di abusi di questa norma ed anche casi di infortuni ai danni degli studenti. 

L’alternanza scuola lavoro si basa su una convenzione che le scuole stipulano con le strutture ospitanti gli studenti. All’interno della convenzione, sono riportate le regole che legano questi due soggetti.  Tuttavia è fondamentale l’assegnazione di risorse e competenze necessarie per mettere in atto le misure necessarie a ridurre i rischi.

L’attività in alternanza scuola lavoro avviene in subordinazione del datore di lavoro dell’impresa ospitante di cui lo studente diventa lavoratore a tutti gli effetti (art. 2 comma 1 lettera a D.Lgs. 81/08). Questo fa si che il datore di lavoro della struttura ospitante adempia a tutti gli obblighi previsti all’interno del D.Lgs. 81/2008, tra questi:

  • La Sorveglianza sanitaria laddove la mansione prevista per lo studente lo richieda. In gene se trattasi di visita medica generale, potrà essere volta dall’istituzione scolastica attraverso la stipula di convenzioni territoriali. Per quanto concerne, invece, eventuali esami specifici, come ad esempio il rischio rumore, restano in carico all’ospitante.
  • Formazione, informazione e addestramento. La scuola ha possibilità di stipulare convenzioni con enti per la formazione generale e specifica in modo da poter sollevare la struttura ospitante dall’impegno finanziario;
  • Fornitura dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) individuati per la mansione svolta dallo studente, all’interno del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) della società ospitante. L’obbligo di fornitura è a carico al datore di lavoro ospitante, a meno che non venga diversamente specificato all’interno della convenzione stipulata;
  • Attrezzature: la struttura ospitante deve fornire tutte le attrezzature per lo svolgimento dell’attività. A tal proposito la struttura ospitante è obbligata al rispetto delle indicazioni di cui al Titolo III, ed erogare l’addestramento necessario volto allo studente.

Laddove un lavoratore autonomo, una impresa familiare , una associazione di volontariato, per i quali è previsto l’applicazione dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08, decidano di ospitare nella loro struttura uno studente, decadono gli effetti dell’art.21 e sono soggetti alla applicazione in toto dell’81/08, ovvero saranno obbligati alla redazione del DVR, alla nomina dell’RSPP, alla nomina del Medico Competente. 

Sono a capo del dirigente scolastico le denunce di infortunio e malattie professionali.

L’istituto scolastico ha il compito di “verificare” le condizioni di sicurezza connesse all’organizzazione dell’alternanza scuola lavoro, e deve garantire i presupposti perché gli studenti siano il più possibile tutelati, attraverso l’informazione dello studente ed attraverso la selezione di strutture ospitanti sicure. In tal caso l’istituto deve effettuare una sorta di “verifica della idoneità tecnico professionale” della struttura ospitante e deve eseguire sopralluoghi presso la sede di svolgimento dell’attività di alternanza scuola lavoro. Ovviamente questo richiede l’individuazione di personale adeguato a poter effettuare questa attività.

Sostanzialmente saranno individuati un tutor interno ed un tutor esterno.

Il tutor interno è il docente che viene incaricato di occuparsi della convenzione e della sua applicazione. All’interno della convenzione saranno specificati i ruoli e le responsabilità. Sarà ovviamente necessario tener conto delle risorse disponibili e delle competenze necessarie per svolgere questo compito. Se all’interno della convenzione saranno previste attività di vigilanza da parte del tutor interno, questi svolgerà i compiti di preposto e dovrà essere formato come tale.

Il tutor esterno è il soggetto facente parte della struttura ospitante, o esterna ad essa, che fungerà da riferimento per l’istituto scolastico. Avrà il compito di seguire il percorso dello studente, e potrà essere individuato come preposto. Al tutor esterno spetterà il compito di garantire la formazione e l’informazione dello studente circa i rischi specifici presenti in azienda.

Per quanto riguarda la verifica della identità tecnico professionale che la scuola dovrà effettuare a carico dell’azienda ospitante, la documentazione da richiedere è di seguito indicata:

  • Copia della visura camerale;
  • Copia del documento di valutazione dei rischi;
  • Autocertificazione di aver provveduto ad adempiere agli obblighi di cui al D.Lgs. 81/08 indicando il nominativo di: Datore di lavoro, RSPP, Medico competente, RLS, nome del tutor e che questi sono adeguatamente formati per svolgere i compiti loro assegnati;

All’ interno del documento di valutazione dei rischi dovranno essere riportate le indicazioni relative ai rischi legati alla specifica tipologia contrattuale legata all’alternanza scuola lavoro. 

La valutazione dei rischi dovrà prevedere un percorso di addestramento e vigilanza dell’allievo durante la permanenza in azienda.

 

 

 

Prevenzione incendi, obblighi del Dirigente Scolastico e dell’Ente proprietario

Le attività scolastiche rientrano in quelle che vengono definite attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco, e per quanto concerne gli adempimenti nell’edificio scolastico operano due diversi soggetti giuridici:

  • Ente proprietario dell’edificio (es. Comune) responsabile della gestione dell’involucro struttura e degli impianti
  • Amministrazione scolastica responsabile della organizzazione e della gestione dell’attività scolastica

La prima norma da considerare è il DM 26 agosto 1992 che legifera la prevenzione incendi nell’edilizia scolastica, andando a classificare le scuole in funzione dell’affollamento (studenti + ATA + personale amministrativo). La classificazione è cosi definita:

  • Tipo 0: presenze fino a 100 persone;
  • Tipo 1: presenze da 101 a 300 persone;
  • Tipo 2: presenze da 301 a 500 persone;
  • Tipo 3: presenze da 501 a 800 persone;
  • Tipo 4: presenze da 801 a 1200 persone;
  • Tipo 5: presenze oltre le 1200 persone.

Il DM 26 agosto 1992 riporta informazioni su: resistenza al fuoco; reazione al fuoco; compartimentazione; misure per l’evacuazione in caso d’emergenza; numero delle uscite; sistema delle vie di esodo; indicazioni su scale, impianti e sistemi di allarme; mezzi e impianti fissi di protezione ed estinzione degli incendi.

Parallelamente al DM 26 agosto 1992 viene applicata la legge che classifica le attività soggette al controllo da parte dei Vigili del fuoco, ovvero il DPR 151/2011, individuando le scuole nell’attività 67: scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti. L’attività 67 si suddivide in tre categorie:

  • categoria A (attività a basso rischio e standardizzate): fino a 150 persone;
  • categoria B (attività a medio rischio): oltre 150 e fino a 300 persone;
  • categoria C (attività a elevato rischio): oltre 300 persone.

A tale regolamento fanno parte anche gli asili nido con oltre 30 persone.

Quali sono i compiti del Dirigente scolastico della gestione della sicurezza antincendio?

  • Nominare RSPP, MC e addetti all’emergenza;
  • Valutare il rischio ed elaborare il documento di valutazione del rischio incendio
  • Tenere aggiornato il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
  • Informare e formare i lavoratori
  • Formare e aggiornare le figure preposte alla gestione della sicurezza antincendio
  • Redigere il Piano di emergenza e di evacuazione

Che differenza c’è tra piano di emergenza e piano di evacuazione?

Il Piano di Emergenza definisce quali sono le emergenze e le procedure da adottare, es. emergenza incendio, terremoto, alluvione, ecc… definisce anche come deve essere articolata la chiamata ai vigili del fuoco.

Il Piano di evacuazione identifica le procedure da adottarsi in caso di evacuazione al quale vanno allegate le planimetrie di emergenza. Definisce anche come comportarti nel caso in cui ad evacuare trattasi di persone con inabilità motorie, ecc…

Quale è ruolo ha l’ente proprietario in riferimento alla sicurezza dell’edificio scuola?

L’ente proprietario ha l’obbligo di eseguire azioni di controllo e di manutenzione preventiva (prevenzione), atti a garantire la sicurezza negli edifici scolastici. In più prende in considerazione le segnalazioni che la scuola invia periodicamente.

Quale ruolo ha il dirigente scolastico?

Il dirigente scolastico, grazie alle segnalazioni ricevute durante il sopralluogo eseguito dall’RSPP o dalle segnalazioni pervenute dai preposti alla sicurezza, deve richiedere all’ente proprietario la realizzazione degli interventi di sua competenza (interventi strutturali, interventi di manutenzione impianti, ecc…).

Nel caso in cui il datore di lavoro, sentito l’RSPP, ravvisi un pericolo grave e immediato tale da arrecare pregiudizio alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e/o degli allievi adotta ogni misura idonea a contenere o eliminare tali rischi, informando l’ente proprietario.

In tal caso la responsabilità del Dirigente scolastico viene meno solamente quando, oltre ad aver richiesto gli interventi necessari all’ente proprietario, abbia adottato ogni misura idonea a contenere o eliminare i rischi presenti.

In tal caso la Valutazione dei rischi risulta essere elemento fondamentale e la sinergia tra Dirigente scolastico e Ente proprietario risulta essere prerogativa per una maggiore e costante sicurezza nelle nostre scuole.