Prevenzione incendi, obblighi del Dirigente Scolastico e dell’Ente proprietario

Senior Consultant at S&L srl
Laure magistrale in Ingegneria. Lavora da oltre 14 anni come consulente e formatore nell'ambito della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Le attività scolastiche rientrano in quelle che vengono definite attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco, e per quanto concerne gli adempimenti nell’edificio scolastico operano due diversi soggetti giuridici:

  • Ente proprietario dell’edificio (es. Comune) responsabile della gestione dell’involucro struttura e degli impianti
  • Amministrazione scolastica responsabile della organizzazione e della gestione dell’attività scolastica

La prima norma da considerare è il DM 26 agosto 1992 che legifera la prevenzione incendi nell’edilizia scolastica, andando a classificare le scuole in funzione dell’affollamento (studenti + ATA + personale amministrativo). La classificazione è cosi definita:

  • Tipo 0: presenze fino a 100 persone;
  • Tipo 1: presenze da 101 a 300 persone;
  • Tipo 2: presenze da 301 a 500 persone;
  • Tipo 3: presenze da 501 a 800 persone;
  • Tipo 4: presenze da 801 a 1200 persone;
  • Tipo 5: presenze oltre le 1200 persone.

Il DM 26 agosto 1992 riporta informazioni su: resistenza al fuoco; reazione al fuoco; compartimentazione; misure per l’evacuazione in caso d’emergenza; numero delle uscite; sistema delle vie di esodo; indicazioni su scale, impianti e sistemi di allarme; mezzi e impianti fissi di protezione ed estinzione degli incendi.

Parallelamente al DM 26 agosto 1992 viene applicata la legge che classifica le attività soggette al controllo da parte dei Vigili del fuoco, ovvero il DPR 151/2011, individuando le scuole nell’attività 67: scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti. L’attività 67 si suddivide in tre categorie:

  • categoria A (attività a basso rischio e standardizzate): fino a 150 persone;
  • categoria B (attività a medio rischio): oltre 150 e fino a 300 persone;
  • categoria C (attività a elevato rischio): oltre 300 persone.

A tale regolamento fanno parte anche gli asili nido con oltre 30 persone.

Quali sono i compiti del Dirigente scolastico della gestione della sicurezza antincendio?

  • Nominare RSPP, MC e addetti all’emergenza;
  • Valutare il rischio ed elaborare il documento di valutazione del rischio incendio
  • Tenere aggiornato il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
  • Informare e formare i lavoratori
  • Formare e aggiornare le figure preposte alla gestione della sicurezza antincendio
  • Redigere il Piano di emergenza e di evacuazione

Che differenza c’è tra piano di emergenza e piano di evacuazione?

Il Piano di Emergenza definisce quali sono le emergenze e le procedure da adottare, es. emergenza incendio, terremoto, alluvione, ecc… definisce anche come deve essere articolata la chiamata ai vigili del fuoco.

Il Piano di evacuazione identifica le procedure da adottarsi in caso di evacuazione al quale vanno allegate le planimetrie di emergenza. Definisce anche come comportarti nel caso in cui ad evacuare trattasi di persone con inabilità motorie, ecc…

Quale è ruolo ha l’ente proprietario in riferimento alla sicurezza dell’edificio scuola?

L’ente proprietario ha l’obbligo di eseguire azioni di controllo e di manutenzione preventiva (prevenzione), atti a garantire la sicurezza negli edifici scolastici. In più prende in considerazione le segnalazioni che la scuola invia periodicamente.

Quale ruolo ha il dirigente scolastico?

Il dirigente scolastico, grazie alle segnalazioni ricevute durante il sopralluogo eseguito dall’RSPP o dalle segnalazioni pervenute dai preposti alla sicurezza, deve richiedere all’ente proprietario la realizzazione degli interventi di sua competenza (interventi strutturali, interventi di manutenzione impianti, ecc…).

Nel caso in cui il datore di lavoro, sentito l’RSPP, ravvisi un pericolo grave e immediato tale da arrecare pregiudizio alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e/o degli allievi adotta ogni misura idonea a contenere o eliminare tali rischi, informando l’ente proprietario.

In tal caso la responsabilità del Dirigente scolastico viene meno solamente quando, oltre ad aver richiesto gli interventi necessari all’ente proprietario, abbia adottato ogni misura idonea a contenere o eliminare i rischi presenti.

In tal caso la Valutazione dei rischi risulta essere elemento fondamentale e la sinergia tra Dirigente scolastico e Ente proprietario risulta essere prerogativa per una maggiore e costante sicurezza nelle nostre scuole.

Scuola, Bussetti: “Svolta sull’edilizia scolastica, tempi più rapidi per assegnare le risorse agli Enti locali. Sblocchiamo subito oltre 1 miliardo”

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Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

Scuola, Bussetti: “Svolta sull’edilizia scolastica, tempi più rapidi per assegnare le risorse agli Enti locali. Sblocchiamo subito oltre 1 miliardo”.  Siglata l’intesa in Conferenza Unificata

Tempi più rapidi per l’assegnazione agli Enti locali delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole, con meno decreti e atti ministeriali da produrre. Pagamenti diretti agli Enti beneficiari dei finanziamenti, senza passaggi intermedi. Concentrazione degli stanziamenti destinati all’edilizia sul Fondo per la programmazione triennale degli interventi, con un conseguente ulteriore snellimento delle fasi di assegnazione delle risorse. Aggiornamento in tempo reale e miglioramento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, con l’obiettivo a breve di pubblicazione in chiaro dei dati, per una maggiore trasparenza e velocità nell’individuazione degli interventi prioritari. Previsione di risorse per la progettazione a sostegno degli Enti locali.

Sono le novità in materia di sicurezza ed edilizia delle scuole contenute nell’Accordo promosso dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, in collaborazione con la responsabile per gli Affari Regionali, Erika Stefani, siglato oggi in Conferenza Unificata.

“Si tratta di una svolta, di un traguardo importante – sottolinea il Ministro – frutto di una collaborazione fra più Istituzioni che mette al centro la sicurezza dei nostri ragazzi. Dobbiamo essere molto soddisfatti dell’Accordo raggiunto. Ringrazio il Ministro Stefani, i rappresentanti di Regioni ed Enti locali per il lavoro svolto in queste settimane in collaborazione con il MIUR. L’accordo di oggi è un esempio concreto di come si fa sistema. E voglio ribadire che l’edilizia scolastica è una priorità di questo Governo”.

Con l’Accordo siglato oggi “Avremo più trasparenza, efficienza e un miglioramento della governance delle risorse. Dopo anni di procedure lunghe e farraginose, abbiamo definito un sistema semplificato che consentirà di ridurre notevolmente i tempi per l’assegnazione delle risorse e, dunque, per rendere le nostre scuole più sicure. Sbloccheremo subito il primo miliardo per l’antisismica. Nelle prossime ore daremo il via libera alla programmazione triennale 2018/2020. Con l’accordo di oggi, abbiamo definito anche, una volta per tutte, i criteri di riparto a livello regionale delle risorse, con un’attenzione particolare alle zone sismiche: saranno utilizzati ogni volta che ci sono fondi da assegnare, senza dover più predisporre decreti diversi per ciascun finanziamento – prosegue il Ministro -. Stiamo davvero cambiando il sistema: non vogliamo mai più risorse che restano ferme per troppo tempo, lasciando gli Enti locali in attesa e nell’impossibilità di mettere in sicurezza le nostre scuole”.

L’Accordo prevede anche il rilancio dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica del MIUR prevedendo il monitoraggio e il coordinamento degli impegni previsti dall’accordo.

“La scuola – chiude il Ministro – è per i nostri ragazzi una seconda casa. Devono potersi sentire protetti al suo interno. Prendiamo anche un impegno: continueremo a cercare risorse da investire sull’edilizia scolastica, già a partire dalla prossima legge di bilancio. Mantenendo il nostro metodo di lavoro che si basa su una stretta e costante collaborazione con tutti gli attori in campo”. Fonte MIUR

Semplificate le procedure per l’edilizia scolastica

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Edilizia scolastica, Bussetti: “Al via semplificazione delle procedure. Governo sta dimostrando con i fatti che è una priorità”

“Con le semplificazioni approvate nell’ambito del decreto legge Ministeri, il Governo dà un segnale importante e concreto sull’edilizia scolastica. Stiamo dimostrando con i fatti che per noi la sicurezza dei nostri ragazzi è una priorità: le norme approvate consentiranno di spendere più velocemente e in modo più efficiente le risorse che abbiamo già a disposizione”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.

Il decreto Ministeri, con un emendamento approvato ieri dall’Aula del Senato, mette infatti in campo lo snellimento di diverse procedure. A partire da quelle che regolano l’assegnazione delle risorse che rientrano nel Fondo unico per l’edilizia scolastica, la principale fonte di investimento in materia. Vengono rese omogenee tutte le procedure di finanziamento, con criteri di riparto delle risorse trasparenti e definiti a monte in un unico Accordo quadro, senza necessità di dover moltiplicare poi i decreti sulle singole linee di finanziamento. Semplificata anche la procedura per la definizione della Programmazione triennale nazionale, con meno decreti interministeriali che finora hanno di fatto appesantito le procedure e ritardato le autorizzazioni anche di parecchi mesi.

“Stiamo lavorando nella direzione della massima semplificazione – ribadisce il Ministro -. Occorre ripensare integralmente la governance del sistema. Per questo ho promosso, d’intesa con il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, la costituzione di un Tavolo tecnico tra Stato, Regioni ed Enti locali. Il Tavolo sta lavorando al perfezionamento di un Accordo quadro in Conferenza Unificata che presenteremo nelle prossime settimane per ridurre ulteriormente gli adempimenti burocratici e tagliare i tempi necessari per l’assegnazione delle risorse agli enti locali, proprietari degli edifici scolastici” Fonte EDSCUOLA.

Ministero dell’Interno: nota VVFF 5264 del 18 aprile 2018

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prevenzione incendi scuole

DM 21 marzo 2018 Attività scolastiche e asili nido Controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Con Decreto del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca del 21 marzo 2018, pubblicato su G.U. del 29 marzo 2018, sono state fornite indicazioni programmatiche in merito ali adeguamento alla normativa antincendio degli edifici e dei locali adibiti a scuole e asili nido.

Come noto, infatti, il 31 dicembre 2017 è scaduto il termine per 1 adeguamento delle scuole alle misure di cui al DM 26/8/1992 degli asili nido alle misure di cui all’art.6 comma l lettera a) del DM 16/07/2014· restano valide l scadenze di adeguamento fissate dal D.M. 16/7/2014 per gli asili nido che hanno pr sentato entro i termini la CIA riferita ai primi adeguamenti.

Il Decreto fa salvi gli obblighi stabiliti degli articoli 3 e 4 del. DPR 151/2011.

Il personale del CNVVF nell’attività di vigilanza ispettiva volta sul territorio, potrebbe trovarsi in presenza di attività scolastiche di asili nido in esercizio senza SCIA ovvero in esercizio senza il completo adeguamento alle disposizioni normative.

ln tali casi, poiché le scuole e gli asili nido rientrano nell’ambito di applicazione della normativa riguardante la sicurezza la salute nei luoghi di lavoro è applicabile il D.lgs. 81/2008, per cui – ove si riscontrassero inadempienze – vanno attivate le procedure previste dal D. Lgs. 19/12/19 94 n.758 per le contravvenzioni rilevate.

Qualora fossero accertate violazioni dovranno essere valutate le condizioni di rischio, la rilevanza dell’inosservanza alla normativa di prevenzione incendi ovvero dell’inadempimento di prescrizioni e di obblighi a carico dei soggetti responsabili delle attività., al fine di adottare i provvedimenti di urgenza per la messa in sicurezza dell’ambiente di lavoro e di individuare le specifiche prescrizioni da imporre nell’ambito del procedimento istruito ai sensi del D. Lgs. 758/94, fornendo tempi per la regolarizzazione prescrizioni congrui con la consistenza delle carenze riscontrate correlati ai livelli di priorità indicati dal Decreto di cui trattasi.

A titolo esemplificativo si forniscono alcune indicazioni di misure integrative che possano essere prescritte, alternativamente o congiuntamente, nelle situazioni apra descritte:

  1. Il numero di lavoratori incaricati dell‘attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione del piano di emergenza deve essere potenziato coerentemente alla valutazione del rischio connessa al mancato adeguamento antincendio dell’attività;
  1. Il datore di lavoro deve provvedere all’integrazione della informazione dei lavoratori sui rischi specifici derivanti dal mancato adeguamento antincendio dell’attività;
  2. e) Tutti i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione del piano di emergenza devono avere frequentato il corso di tipo C di cui all’ allegato IX del DM 10/3/1998 e avere conseguito l’attestato di idoneità tecnica previsto dall’art. 3 della legge 28 dicembre 1996 609;
  3. Devono essere svolte almeno due esercitazioni antincendio all’anno in linea con gli scenari individuati nel documento di valutazione dei rischi, in aggiunta alle prove di evacuazione previste al punto 12.0 del DM 26/8/1992;
  4. Deve essere pianificata ed attuata una costante attività di sorveglianza volta ad accertare, visivamente, la permanenza delle normali condizioni operative, della facile accessibilità e dell’assenza di danni materiali, con cadenza giornaliera sui dispositivi di apertura delle porte poste lungo le vie di esodo e sul sistema di vie di esodo, e con cadenza settimanale su estintori, apparecchi di illuminazione e impianto di diffusione sonora e/o impianto dì allarme.

L’attuazione delle misure di cui alle lettere d) e e) deve essere riportata nel registro dei controlli, adottato nel rispetto della normativa vigente.

Si rammenta che, ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. 81/2008, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività sono esclusivamente quelle individuate nell’ Allegato l del decreto medesimo.

Si evidenzia infine che i Comandi potranno procedere analogamente anche a seguito di attività di vigilanza ispettiva svolta in luoghi di lavoro esistenti di diversa tipologia, in particolare nelle attività non soggette ai controlli di prevenzione incendi prima dell’entrata in vigore del DPR 151/2011 per le quali risultino scaduti i termini di presentazione della SCIA. Fonte ministero dell’Interno.

Leggi nota VVFF 5264 del 18 aprile 2018