PNDGC: dal 13 settembre prenderà avvio la piattaforma per il controllo automatico della Certificazione Verde

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Laure magistrale in Ingegneria. Lavora da oltre 14 anni come consulente e formatore nell'ambito della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Come già accennato nei giorni precedenti, a partire dal 13 settembre, secondo i dati forniti dal Sole24Ore, prenderà avvio la piattaforma automatizzata per il controllo delle certificazioni verdi in ambito scolastico.

La piattaforma sarà denominata PNDGC ovvero “Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate” e avrà il compito di far dialogare il sistema SIDI del Ministero dell’Istruzione con i dati sanitari della Piattaforma.

In partica le segreterie scolastiche dovranno collegarsi al SIDI inserire le proprie credenziali e  il codice maccanografico dell’istituto. In maniera automatica comparirà una schermata con i codici fiscali del personale presente quel giorno e dovranno decidere se spuntare tutti i nomi o solo alcuni. A quel punto, con un successivo click, la piattaforma SIDI interrogherà il database del PNDGC e permetterà di visualizzare lo stato di validità della certificazione verde, mediante i colori semaforici, ovvero Verde e  Rosso. Nel caso in cui il risultato dia colore rosso,  sarà necessario effettuare approfondimenti reali, quindi mediante la visione del certificato verde e scansione del QR code, per capire se ci siano stati ritardi nella registrazione o per verificare l’effettivo possesso della certificazione verde.

Il punto sulla questione Green Pass nelle scuole

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Tutti ben sappiamo che a partire dal primo settembre 2021, secondo quanto indicato nel decreto 6 agosto scorso, il personale scolastico dovrà obbligatoriamente esibire il Green Pass per l’accesso ai locali scolastici e quindi per l’esecuzione delle proprie attività lavorative. 

Il mancato rispetto di tale obbligo si configura come assenza ingiustificata, e dopo il quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro sarà temporaneamente sospeso, ovvero fino a quando il lavoratore non esibirà un Green Pass in corso di validità.

E’ stato anche fatto ricorso al TAR per quanto concerne l’obbligo del Green Pass, e il TAR del Lazio ha rigettato la richiesta di blocco del provvedimento giudicando inammissibile tale sospensiva; secondo il giudice, a determinare il rifiuto del ricorso è costituto dall’ordinamento che non prevede di poter impugnare atti avente forza di legge come il decreto sul Green pass in questione. Il Tar ha considerato quindi «palese» l’inammissibilità del ricorso perché secondo i giudici non ci sono «i presupposti di procedibilità dell’istanza volta alla concessione di misure cautelari monocratiche». 

Eppure, secondo lo scrivente, forse una probabile soluzione ci sarebbe, ovvero dare la possibilità al personale scolastico di autocertificare la validità del proprio Green Pass. Probabilmente è una soluzione che, da una parte elimina lo spettro della lesione della privacy, dall’altra permetterebbe di identificare Green Pass falsi attraverso i controlli a campione. Del resto l’autocertificazione oggi è uno strumento molto utilizzato.

Detto questo, è possibile asserire che ad oggi nulla è mutato. Vediamo come evolverà lo scenario nei prossimi giorni. 

Verifica del Green Pass a Scuola dal primo settembre 2021

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Secondo quanto stabilito dall’art.1 del Decreto Legge 111 del 06/08/2021, dal primo settembre 2021 i Dirigenti Scolastici sono tenuti a verificare il possesso del Green Pass di tutto il personale scolastico.

La nota 1237 del 13/08/2021 al punto 5 indica che <<la verifica può essere formalmente delegata a personale della scuola. L’applicazione finalizzata al controllo delle certificazioni è resa disponibile gratuitamente su apposita piattaforma interistituzionale>>, ovvero parliamo della applicazione “VerificaC19“, applicazione facilmente scaricabile da qualsiasi smartphone o tablet.

Il problema principale è che l’applicazione “VerificaC19“, ad oggi, non fornisce la data di scadenza del Green Pass e  questo comporta che il Dirigente Scolastico, o il suo delegato, debba, giornalmente, verificare tutti i Green Pass. 

Inoltre la nota 1237 del 13/08/2021 indica che a tutela del Dirigente Scolastico, venga istituito un registro come atto interno ove i delegati andranno ad annotare i controlli eseguiti, ovviamente il tutto nel pieno rispetto delle norme sulla privacy. 

Questo comporta che:

  • Dovrà essere trasmessa informativa ex art 13 GDRP 2016/679 a tutto il personale, contenente le modalità di trattamento dei dati personali del green pass nel registro;
  • Si dovranno autorizzare i delegati al trattamento dei dati mediante formazione mirata a come gestire, in sicurezza, la verifica del Green Pass e le annotazioni sul registro.

Speriamo vengono fornite ulteriori indicazioni che vadano a snellire le procedure e a meno sovraccaricare l’organismo “scuola”.

Green pass a scuola

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In data 5 agosto 2021, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, del Ministro dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa, del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti a partire dal 1° settembre 2021.

Obiettivo primario per l’anno scolastico 2021/2022: Riaprire le scuole con la didattica in presenza al 100% a tutti i livelli scolastici.

Questo è l’obiettivo che il Consiglio dei Ministri si è prefissato e per fare questo ha approvato il nuovo decreto circa l’obbligo del Green Pass. 

A partire dal 1° settembre l’obbligo del Green Pass sarà esteso a tutto il  personale scolastico e agli studenti universitari.  

Cosa comporta la mancata esibizione del green pass da parte del personale scolastico? La mancata esibizione del Green Pass, da parte del personale scolastico,  è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

Per gli studenti cosa è previsto? Per gli studenti non sussiste l’obbligo vaccinale o necessità di green pass. Tutto dipenderà dall’andamento delle vaccinazioni tra i giovanissimi.  Il Commissario straordinario organizzerà e realizzerà un piano di screening della popolazione scolastica.

Chi ha l’obbligo di controllare? Ovviamente nelle scuole il Dirigente Scolastico è responsabile per quanto concerne l’applicazione delle disposizioni di legge. Sarà inoltrata una circolare che definirà le modalità di controllo.

In quali casi sarà possibile ricorrere alla DAD? Regioni e Comuni potranno chiudere gli Istituti e fare lezione in DAD solo come deroga per specifiche aree di territorio, esclusivamente in zona arancione e rossa o per casi eccezionali di focolai o di rischio particolarmente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti.

Quali saranno le regole di sicurezza da rispettare?  Le regole di sicurezza minime da rispettare sono quelle diffuse dal CTS, ovvero:

  • E’ fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, per i soggetti impegnati nelle attività sportive. Le linee guida possono derogare all’obbligo di mascherina se alle attività partecipano solo studenti vaccinati o guariti;
  • E’ vietato accedere o permanere nei locali scolastici ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37,5°.

Quanto durerà la quarantena per i vaccinati? Per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, in caso di contatto con un positivo Covid, la quarantena durerà sette giorni invece che dieci.  Questi saranno i nuovi termini che dovrebbero essere indicati nella prossima circolare del Ministero della Salute.

I metalli come contaminanti negli alimenti

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

inquinamento

I metalli negli alimenti e loro possibili conseguenze per la salute

I metalli come l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono composti chimici che esistono in natura e che possono trovarsi nell’ambiente a varie concentrazioni, ad esempio nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera.  I metalli possono anche trovarsi nei cibi come residui, essendo già presenti nell’ambiente in esito ad attività umane come l’allevamento, l’industria e i gas di scarico di autoveicoli oppure a causa di una contaminazione avvenuta durante la lavorazione e la conservazione degli alimenti. Gli esseri umani possono dunque venire esposti a questi metalli tramite l’ambiente o per ingestione di cibi o acqua contaminati e il loro accumulo nell’organismo umano può causare, nel tempo, effetti dannosi.

Nichel: Il nichel è un metallo esistente in natura che è presente a volte negli alimenti e nell’acqua per contaminazione dall’ambiente, anche in risultanza di attività umane. Un’esposizione a breve termine (‘acuta’) al nichel provoca reazioni allergiche in alcuni individui, sia per contatto sia per ingestione tramite cibi o acqua che lo contengono. I risultati di studi sugli animali indicano anche i possibili effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo derivanti dall’esposizione a lungo termine (‘cronica’) al nichel.

Nell’Unione europea non sono attualmente previsti tenori massimi di nichel negli alimenti. Il nichel nell’acqua potabile destinata al consumo umano e nelle acque minerali naturali non deve superare i 20 microgrammi per litro.

Nel febbraio 2015 l’EFSA (European Food Safety Authority) ha pubblicato un parere scientifico sui rischi per la salute umana associati al nichel presente nei prodotti alimentari, in particolare nelle verdure, ma anche nell’acqua potabile. L’EFSA ha stabilito un livello di sicurezza, noto come dose giornaliera tollerabile (DGT), di 2,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Sulla base dei correnti livelli di esposizione medi ed elevati, gli esperti dell’EFSA hanno concluso che l’attuale esposizione alimentare cronica al nichel è motivo di preoccupazione per la popolazione in genere.

Mercurio: fel gennaio 2015 l’EFSA ha pubblicato un documento scientifico (statement) sui rischi e benefici del consumo di frutti di mare, con particolare riferimento alla presenza di metilmercurio nei cibi. Il modo più efficace per ottenere i benefici per la salute legati al consumo di pesce, riducendo al tempo stesso i rischi posti da un’eccessiva esposizione al metilmercurio, è limitare il consumo delle specie ittiche con elevato contenuto di metilmercurio.

L’EFSA raccomanda ai singoli Stati membri di esaminare i modelli nazionali di consumo di pesce e di valutare il rischio per i vari gruppi della popolazione che superino i livelli di sicurezza per il metilmercurio, mantenendo al tempo stesso i benefici per la salute collegati al consumo di pesce. Ciò vale in particolare per i Paesi in cui le specie di pesci/molluschi con elevato contenuto di mercurio (tra cui il pesce spada, il luccio, il tonno e il nasello) sono consumate con frequenza.

Il documento tiene conto di due precedenti pareri scientifici dell’EFSA che esaminavano, rispettivamente, i rischi del mercurio e del metilmercurio negli alimenti e i benefici per la salute associati al consumo di pesce/molluschi. Nel primo parere si stabiliva una dose settimanale tollerabile (DST) di assunzione per il metilmercurio pari a 1,3 microgrammi per kg di peso corporeo; nel secondo si raccomandava un consumo settimanale di pesce compreso tra 1-2 porzioni e 3-4 porzioni per ottenere benefici sulla salute quali, rispettivamente, un migliore sviluppo neurologico nei bambini e una riduzione del rischio di coronaropatie negli adulti. Leggi tutti gli approfondimenti fatti dall’EFSA. (Fonte EFSA)

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