IL RADON: UN PROBLEMA DI TUTTI ANCORA POCO CONOSCIUTO

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

Il Radon un possibile problema negli ambienti di vita e lavoro

Negli ultimi tempi si sta cominciando a sentir parlare di studio degli effetti di esposizione al gas Radon negli edifici abitativi e in ambito lavorativo in quanto considerato un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori polmonari e delle tecniche di bonifica, mitigazione e prevenzione da impiegare per edifici esistenti o per le nuove realizzazioni onde limitare o eliminare gli effetti di tale gas.

Il radon è un gas radioattivo presente in natura, chimicamente inerte, inodore, incolore e privo di sapore. E’ prodotto dal radio nella catena di decadimento dell’uranio, elemento presente in quantità variabili in tutte le rocce e nel suolo. Quando il gas radon si libera dal sottosuolo passando nell’aria, i suoi prodotti di decadimento, che emettono radiazioni alfa, possono aderire agli aerosol, alla polvere e ad altre particelle presenti nell’aria che respiriamo così da riuscire a depositarsi nelle cellule di rivestimento delle vie aeree dove le particelle alfa possono esplicare la loro azione dannosa. In particolare, se inalato, il gas radon può indurre nelle cellule polmonari danni al DNA. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organizzazione tecnico scientifica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già dagli anni ‘90, ha infatti classificato il gas radon tra i cancerogeni accertati del gruppo I, per i quali vi è massima evidenza di cancerogenicità, fornendo indicazioni circa la necessità di intervenire sulle concentrazioni elevate dello stesso.

I risultati di studi epidemiologici dimostrano che l’esposizione al gas radon determina un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumore polmonare e che tale aumento è proporzionale al livello di concentrazione di gas radon negli ambienti confinati.

Tali studi hanno permesso di stimare che, su un periodo di osservazione di 25-35 anni, si ha un aumento del rischio relativo di sviluppare tumore polmonare del 10-16% per ogni 100 Bequerel per metro cubo (Bq/m3) di concentrazione di gas radon…….Scarica intero articolo

Articolo di Dott.ssa Ing. Enrica Marsiglio – esperta in Radon, formatrice, consulente salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Cassazione Civile Sez. Lav. – n. 3977 del 19 febbraio 2018

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Lo stress forzato inflitto dal superiore gerarchico al lavoratore configura lo straining ovvero una “forma attenuata di mobbing”.

La Corte di Appello di Brescia ha rigettato l’appello proposto dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza del Tribunale della stessa città che aveva accolto parzialmente il ricorso di D.S.M. e condannato il MIUR al risarcimento del danno cagionato alla dipendente, quantificato in Euro 15.329,08;

  1. la Corte territoriale, premesso che la D.S. , dichiarata inidonea all’insegnamento, era stata assegnata alla segreteria della scuola (…), ha evidenziato che era sorta tensione con la dirigenza scolastica allorquando l’appellata aveva rappresentato che occorreva ulteriore personale per l’espletamento dei servizi amministrativi;
    3. alle rimostranze della D.S. il dirigente scolastico aveva reagito sottraendole gli strumenti di lavoro; attribuendole mansioni didattiche, sia pure in compresenza con altri docenti, nonostante l’accertata inidoneità; privandola, infine, di ogni mansione e lasciandola totalmente inattiva;
  2. la Corte territoriale, richiamando le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale, ha evidenziato che la condotta, seppure non propriamente mobbizzante, integrava un’ipotesi di straining, ossia di stress forzato deliberatamente inflitto alla vittima dal superiore gerarchico con un obiettivo discriminatorio;
    5. il giudice di appello ha escluso che la diversa qualificazione data alle azioni allegate e provate nel giudizio di primo grado implicasse una violazione del principio della necessaria corrispondenza fra il chiesto e pronunciato, perché non compete al ricorrente la qualificazione medico-legale della fattispecie ritenuta produttiva di danno risarcibile;
  3. la Corte territoriale ha ritenuto provato il nesso causale fra le condotte denunciate ed il danno biologico di natura temporanea ed ha condiviso la liquidazione effettuata dal Tribunale sulla base delle indicazioni fornite dal consulente tecnico d’ufficio;
  4. avverso tale sentenza il MIUR ha proposto ricorso affidato a quattro motivi, ai quali D.S.A. , ritualmente intimata, non ha opposto difese.

Considerato che:

  1. con il primo motivo il Ministero denuncia, ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell’art. 112 cod. proc. civ. e degli artt. 1218, 2043, 2059, 2087, 2697 cod. civ. perché la Corte territoriale non si è limitata ad applicare una norma giuridica diversa da quella invocata dalla parte bensì “ha creato una nuova fattispecie a cui ha ricollegato in maniera arbitraria ed apodittica conseguenze proprie di altra fattispecie giuridica”;

1.1 il Ministero aggiunge che il cosiddetto straining non costituisce una categoria giuridica ed anche in medicina legale la sua configurabilità è controversa sicché, una volta escluse la sistematicità e la reiterazione dei comportamenti vessatori, non vi è spazio per l’accoglimento della domanda risarcitoria;

  1. la seconda critica, formulata sempre ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod. proc. civ., addebita alla sentenza impugnata la violazione e la falsa applicazione degli artt. 1218, 2043, 2059, 2087, 2697 cod. civ. perché, in presenza di una categoria sconosciuta alla dottrina e dalla giurisprudenza, i giudici del merito avrebbero quantomeno dovuto fornire una giustificazione della scelta di dare rilevanza giuridica allo straining e non limitarsi ad aderire acriticamente alle conclusioni espresse dal CTU;
  2. la medesima rubrica il Ministero antepone alla terza censura, con la quale contesta la valutazione espressa dalla Corte territoriale sulla natura vessatoria degli atti posti in essere dal dirigente scolastico ed evidenzia che quest’ultimo, in presenza di una riscontrata inefficienza del servizio, del tutto ragionevolmente aveva ritenuto di utilizzare altra dipendente che potesse garantire in modo adeguato lo svolgimento delle mansioni amministrative;
  3. la violazione delle norme sopra richiamate è denunciata anche con il quarto motivo, che censura la sentenza gravata per avere acriticamente recepito le conclusioni espresse dal consulente tecnico d’ufficio il quale, erroneamente, aveva ritenuto di dovere equiparare l’accertamento e la quantificazione dei pregiudizi derivanti dallo straining a quelli cagionati da mobbing;

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Rischio burnout anche tra insegnanti giovani. Stress perché manca sostegno nel lavoro quotidiano

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La letteratura più recente sullo stress lavoro-correlato pone particolare attenzione al lavoro educativo, quale ambito professionale particolarmente esposto a condizioni stressogene.

Questo in quanto l’insegnamento è considerato tra le professioni più predisposte allo sviluppo diproblemi di salute mentale (ansia, depressione, rabbia, etc.), malattie fisiche (mal di testa, ulcera, reattività cardiovascolare, etc.), o sintomi comportamentali (assenza per malattia, minore impegno, assenteismo, etc.), (Pulido-Martos, Lopez-Zafra, Estévez-López, e Augusto-Landa, 2016).

L’obiettivo della presente ricerca è stato quello di verificare il livello di stress occupazionale e di burnout in un campione di 300 insegnanti italiani appartenenti alla scuola dell’infanzia ed al primo ciclo di istruzione, stabilendo possibili relazioni con probabili elementi protettivi, quali lo stile comportamentale, l’intelligenza emotiva e le strategie di coping……..Leggi tutto l’articolo

Cosa determina la resistenza agli antibiotici, quali sono le conseguenze?

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Gli antibiotici vengono spesso utilizzati per il trattamento di infezioni, ma sempre più frequentemente in maniera non corretta o non sono la giusta risposta ai nostri sintomi. Prima di utilizzarli occorre interpellare il Medico che fornirà le indicazioni più adeguate e gli eventuali farmaci da utilizzare. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere per contribuire a ridurre la resistenza agli antibiotici. Analoga situazione, ma ancor in maniera incontrollata, avviene per il mondo animale, dove già da tempo assistiamo a fenomeni di antibioticoresistenza, e in alcuni casi con gravi zoonosi.

Il video che alleghiamo è stato realizzato da TED  che è un’organizzazione no-profit dedicata alla diffusione di idee, di solito in forma di brevi ma efficaci comunicazioni (18 minuti o meno). TED ha avuto inizio nel 1984 come in una conferenza in cui la tecnologia, l’intrattenimento e il design convergono, e oggi copre quasi tutti gli argomenti – dalla scienza all’economia per questioni globali – in più di 100 lingue. Nel frattempo, gestite in modo indipendente gli eventi TEDx consentono di condividere idee nelle comunità di tutto il mondo.

Il video è in lingua inglese, puoi selezionare i sottotitoli in italiano cliccando sul tasto “sottotitoli” per attivarli e poi in “impostazioni” scegliere la lingua italiana.Video

I thank Ray Hennessy for letting us use his beautiful photography.

WHO: the Global Guardian of Public Health

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Il nostro obiettivo nell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è quello di costruire un futuro migliore, più sano per le persone di tutto il mondo. Lavoriamo in più di 150 paesi, dove il nostro personale lavora fianco a fianco con i governi e con altri partner per garantire il massimo livello raggiungibile di salute per tutti i popoli. Insieme cerchiamo di combattere malattie – Malattie infettive come l’influenza e l’HIV e quelli non trasmissibili come il cancro e malattie del cuore. Siamo in grado di aiutare le mamme e i bambini a sopravvivere e a crescere in modo che possano guardare in avanti per una vecchiaia sana. Dobbiamo garantire alle persone la sicurezza dell’aria che respirano, del cibo che mangiano, dell’acqua che bevono – i vaccini e le medicine di cui hanno bisogno. WHO tiene sotto controllo l’andamento della Salute, alla ricerca di nuove minacce e nuove opportunità per migliorare la salute pubblica. Riuniamo i migliori esperti a livello mondiale per esaminare importanti problemi di salute, definire le migliori soluzioni, per fornire e implementare le migliori   raccomandazioni. Dobbiamo aiutare i paesi a prepararsi per le emergenze e agire quando queste colpiscono. Alla base di tutto ciò che facciamo vi è un impegno condiviso per costruire validi sistemi sanitari e raggiungere una copertura universale della sanità. Perché crediamo che a nessuno dovrebbe mancare la possibilità di vivere una vita sana.

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