XVI Rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

Il 27 ottobre 2018 CITTADINANZATTIVA ha presentato il XVI Rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole

XVI Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole: Italia a tre velocità, il Sud investe poco e resta indietro su certificazioni. Un crollo ogni 4 giorni di scuola, record degli ultimi 5 anni.

Online sul nostro sito i dati analitici su 6.556 edifici.

Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole. 

In generale, emerge una Italia a tre velocità, sia sulla manutenzione che sull’adempimento delle norme e delle certificazioni richieste dalla legge: ad investire di più sulla manutenzione ordinaria è la Lombardia (in media quasi 119mila euro), meno la Puglia (non si arriva ai 3mila euro); la verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata solo nel 2% delle scuole calabresi e nel 59% di quelle umbre, il certificato di prevenzione incendi è presente nel 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e solo nel 6% di quelli laziali.


Questi alcuni dei dati che emergono dal XVI Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto fa il punto sulla sicurezza delle scuole italiane, attraverso i dati ricavati da tre tipologie prevalenti di fontiufficiali e/o istituzionali, ad esempio del Miur, del Governo, dell’Inail e, per quanto riguarda gli episodi di crolli nelle scuole, le rassegne stampe locali e nazionali; una attività di monitoraggio civico all’interno di edifici scolastici di Molise, Abruzzo, Calabria e Sicilia che ci ha permesso di portare alla luce alcuni casi emblematici di scuole insicure; un report scaturito dall’invio, da parte di Cittadinanzattiva, di istanze di accesso civico a 7.252 Comuni, Province e Città metropolitane, relative a 6.556 edifici scolastici di 20 Regioni, per fornire un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza sismica e avere informazioni dettagliate ed aggiornate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e per sapere quali e quanti interventi manutentivi realizzati.

“La nostra indagine dimostra quanto sia ancora molto, troppo, difficile per i cittadini e le associazioni/comitati ottenere informazioni certe sullo stato degli edifici frequentati dai propri figli. Eppure la trasparenza dei dati è un diritto che va assolutamente garantito.

Che l’edilizia scolastica sia una priorità viene dichiarato a gran voce da tutti, enti locali ed istituzioni nazionali, ma nei fatti vanificato dalle pastoie burocratiche che allungano enormemente i passaggi nell’approvazione prima e nella realizzazione degli interventi e dei nuovi edifici poi; dalla lentezza ingiustificata della ricostruzione delle scuole, e non solo, nelle 4 regioni colpite dal sisma del Centro Italia. Che dire poi del destino delle 51 scuole innovative, di cui tanto ci sarebbe bisogno, bloccate da errori concorsuali? I fondi sono indispensabili per sopperire ai ritardi del passato. 15-20 miliardi di euro in almeno 10 anni, secondo una nostra stima. Ma altrettanto importante è individuare gli edifici sui quali intervenire prioritariamente. In attesa della Nuova Anagrafe, questa indagine civica può rappresentare un utile strumento per individuarne alcuni”.

Italia a tre velocità sugli adempimenti per la sicurezza strutturale

Solo un quarto delle scuole ha l’agibilità/abitabilità, poco più della metà (53%) il collaudo, un terzo è in possesso della certificazione di prevenzione incendi, poco più (36%) di quella igienico-sanitaria. Anche se gli edifici costruiti prima del 1971 non avevano l’obbligo della certificazione di agibilità né del collaudo statico, certo è che anche per questi urge conoscere le loro condizioni strutturali.  In generale emergono notevoli disomogeneità tra le varie aree del Paese in merito a questi adempimenti: il Sud arranca, poiché solo il 17% delle scuole ha il certificato di prevenzione incendi, il 15% quella igienico-sanitaria, il 15% quello di agibilità, il 18% il collaudo statico; un po’ meglio al Centro, dove il 19% ha il certificato di prevenzione incendi, il 18% quella igienico-sanitaria, il 22% quella di agibilità e il 21% il collaudo statico; decisamente più positivi i dati al Nord, con il 64% delle scuole in possesso del certificato di prevenzione incendi, il 67% quello di agibilità igienico-sanitario, il 63% ha l’agibilità e il 61% ha effettuato il collaudo statico.

A livello regionale, in grave ritardo il Lazio (9% delle scuole in possesso dell’agibilità/abitabilità, il 6% della prevenzione incendi), la Campania (11% con agibilità/abitabilità, 17% prevenzione incendi) e la Calabria (12% con agibilità/abitabilità, nessuna in regola con prevenzione incendi).

Manutenzione ordinaria e straordinaria: si investe di più ma con grandi differenze regionali Sul campione di scuole esaminate, sono stati realizzati nel 27% dei casi interventi di manutenzione ordinaria e nel 19% di manutenzione straordinaria. Gli enti locali sono intervenuti tempestivamente, in media, nell’86% dei casi, sulla base delle richieste avanzate dai Dirigenti scolastici per la manutenzione ordinaria e nel 49% per quella straordinaria. 

A livello di risorse investite, si parla in media di oltre 50 mila euro per gli interventi di manutenzione ordinaria e di oltre 228mila euro per quelli straordinari, con grandi differenze regionali: nel primo caso, ad investire di più è la Lombardia (quasi 119mila euro), meno la Puglia (2.943 euro) e la Calabria (2.440 euro); nel secondo caso ad investire di più è stato l’Abruzzo (1 milione e 316mila euro), meno il Trentino Alto Adige (31.687 euro).

50 crolli nelle scuole nell’a.s. 2017-2018, record degli ultimi 5 anni

Ben cinquanta gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati da Cittadinanzattiva, tramite la stampa locale, tra settembre 2017 e settembre 2018. Parliamo di più di un episodio ogni 4 giorni di scuola. Ad essere interessate in particolare scuole della Campania (8 casi), del Lazio (7) e della Lombardia (6). Tali casi hanno provocato il ferimento, per fortuna lieve, di 10 bambini e bambine, di 2 docenti e di 1 addetta alle pulizie.

Questi si aggiungono ai 156 censiti nei precedenti anni scolastici (36 nel 2013/14, 45 nel 2014/15, 31 nel 2015/16, 44 nel 2016/17), per un totale di 206 episodi in cinque anni.

Anche grazie a queste segnalazioni e alle conseguenti proposte presentate alle Istituzioni nazionali, ha preso avvio nel 2016 uno specifico filone di finanziamento riguardante le indagini diagnostiche di soffitti e solai. Dai nostri dati emerge che tali indagini siano state richieste da un quarto delle scuole, con punte del 45% in Sardegna e del 43% in Piemonte. Assai indietro su questa verifica le scuole del Lazio (solo il 3% l’ha richiesta) e della Campania (5%).

Sicurezza sismica: più di due scuole su cinque in zona a rischio sismico elevato

Ben 18.665 gli edifici scolastici che si trovano in zone ad elevato rischio sismico (zona sismica 1 e 2), in particolare in Sicilia (3.832), Campania (3.458) e Calabria (2.399). Nonostante ciò, solo per il 29% delle scuole è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica (che sarà obbligatoria entro fine dicembre); fanalino di coda Calabria (solo 2% con verifica), Campania (4%) e Sicilia (7%), regioni in cui insistono un maggior numero di scuole in zone ad elevata sismicità.

Solo il 9% delle scuole è stato migliorato dal punto di vista sismico e ancor meno (5%) è stato adeguato sismicamente. Sul miglioramento sismico, va meglio per le scuole del Molise (dove l’intervento è stato effettuato nel 41% delle scuole) e la Valle D’Aosta (40%), molto male per quelle del Lazio e della Sicilia (3%).

Emergenze: pronto un Comune su quattro

Ben pochi i Comuni che si dichiarano pronti a gestire eventuali emergenze. A livello nazionale, si dice pronto del tutto il 24% del nostro campione, in parte l’11%. Ma la percentuale sale al 60% per il FVG e scende al 7% in Campania, 3% in Basilicata e 1% in Calabria.

Diffusissime e frequenti nella maggioranza delle scuole le prove di evacuazione, secondo la rilevazione di Cittadinanzattiva dello scorso anno, anche se in percentuale molto diversa a seconda dei vari tipi di rischio: l’88% le svolge sul rischio sismico, l’80% sul rischio incendio, l’8% su quello idrogeologico e il 2% su quello vulcanico.

Le nostre proposte

Procedure snelle e rapidità negli interventi. Occorre intervenire, come promesso dal Ministro Bussetti, per ridurre drasticamente alcuni passaggi, a partire dalla ricostruzione delle scuole nelle zone colpite dal sisma del Centro Italia che richiedono una accelerazione immediata.

Controlli serrati. Garantire un controllo ferreo, individuando figure specifiche e prevendendo sanzioni economiche e penali, qualora si accertino responsabilità sulla mancata o errata esecuzione dei lavori.

Modifiche normative. È tempo di rivedere alcune importanti normative per chiarire le responsabilità in materia di sicurezza scolastica (legge 81/2008) e per ripensare gli spazi superando la prospettiva “aula centrica” (decreto ministeriale del 18/12/1975).

Anagrafe incompiuta. Per accelerare l’avvento della nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica, è necessario che il Miur garantisca un supporto operativo alle Città metropolitane e alle Province e renda noto i tempi, le modalità di realizzazione e i costi della nuova Anagrafe.Sicurezza sismica. Chiediamo a tutte le amministrazioni comunali e provinciali di considerare prioritaria la verifica di vulnerabilità sismica per tutte le scuole.

Cultura della sicurezza. Chiediamo al Miur di definire annualmente, con tutti i soggetti competenti, un Piano delle attività da proporre alle scuole per la Giornata nazionale della sicurezza (22 novembre). 

Amministrazioni trasparenti. Tutte le pubbliche amministrazioni, a cominciare dalle scuole, garantiscano ai cittadini l’accessibilità alle informazioni e documentazioni relative allo stato degli edifici scolastici, agli interventi previsti, agli appalti di edilizia scolastica, di ristorazione nelle scuole e di approvvigionamento delle forniture. Chiediamo al Miur di fare chiarezza sullo stato e sui tempi di realizzazione per le 51 scuole innovative previste. Fonte CITTADINANZATTIVA

MIUR: oltre 4 miliardi per l’edilizia scolastica e universitaria e per la ricerca

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

Fondi per oltre 4 miliardi di euro sono stati assegnati oggi al Miur per l’edilizia scolastica e universitaria e per la ricerca. Lo annuncia la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto per la ripartizione delle risorse del Fondo investimenti, rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018, con 36,117 miliardi di euro. Di questi, 4,2 miliardi sono destinati al MIUR “con un aumento di 1,6 miliardi di euro rispetto alle risorse avute nel 2017 attraverso lo stesso Fondo”, sottolinea la Ministra Valeria Fedeli.

“Si tratta di un investimento molto consistente. Investire sulla qualità e la sicurezza delle scuole e delle residenze universitarie, portare risorse al sistema della ricerca significa investire sul futuro – aggiunge la Ministra -. Una scelta che abbiamo fatto con chiarezza fin dall’inizio del nostro mandato e che abbiamo portato avanti in questi mesi, dedicando particolare attenzione all’intera filiera del sapere. Il decreto approvato oggi dimostra ancora una volta che per noi istruzione e ricerca sono settori prioritari. Lo sono per la formazione delle nuove generazioni, ma anche per assicurare all’intero Paese uno sviluppo sostenibile e la capacità di affrontare con successo le continue sfide che il mondo globalizzato di oggi ci pone di fronte”.

In particolare, vengono stanziati 2,9 miliardi per l’edilizia scolastica e circa 200 milioni per quella universitaria. I fondi saranno destinati all’adeguamento antisismico e antincendio delle scuole, alla messa in sicurezza degli istituti con criticità rilevate da indagini diagnostiche, alla realizzazione e alla riqualificazione di posti nelle residenze universitarie.

Alla ricerca vanno poi risorse per 1,1 miliardi, da destinare al FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), al FISR (Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca), allo sviluppo delle politiche scientifiche del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ai progetti Cherenkov telescope array e Square kilometer array dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), all’infrastruttura di calcolo scientifico dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

Edilizia scolastica, 1,058 mld per antisismica Pubblicato l’elenco dei comuni beneficiari, possibili oltre 1.700 interventi

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

AsiloComuneDiBrivio4

È disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca l’elenco dei Comuni beneficiari delle risorse destinate prevalentemente all’adeguamento alla normativa antisismica delle scuole, stanziate dalla Legge di bilancio per il 2017 (numero 232 del 2016). Si tratta di 1,058 miliardi di euro che consentono di partire da subito con 1.739 interventi. L’accordo sui Comuni beneficiari è stato raggiunto lo scorso 22 novembre, in Conferenza Unificata, sulla base delle programmazioni regionali. A dicembre la Ministra Fedeli ha firmato il relativo decreto che, ora, completato l’iter, è disponibile sul sito del Ministero insieme all’elenco dei Comuni beneficiari.

Sull’edilizia scolastica – spiega la Ministra Fedeli -, in questi ultimi quattro anni, c’è stata una svolta: sono stati investiti quasi 10 miliardi, ma abbiamo operato anche sul fronte della governance, istituendo un Osservatorio dedicato, atteso da quasi 20 anni. Abbiamo ora una Programmazione unica nazionale, ovvero un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire, abbiamo un’Anagrafe con tutti i dati sullo stato delle nostre scuole. Abbiamo fatto delle scelte importanti non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per innovare gli ambienti educativi. Scelte e azioni concrete che mettono al centro le nostre giovani e i nostri giovani. E con essi lo sviluppo del Paese a partire dal sistema di istruzione e formazione. In questo quadro, l’antisismica ha un ruolo importante. Le risorse che stiamo dando ai Comuni – aggiunge la Ministra – erano molto attese e abbiamo lavorato velocemente per consentire subito i necessari interventi”.

Le risorse assegnate serviranno prioritariamente per interventi di adeguamento sismico, o di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti (nel caso in cui l’adeguamento sismico non sia conveniente); interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture; interventi di messa in sicurezza resisi necessari a seguito delle indagini diagnostiche sui solai e sui controsoffitti; interventi per l’adeguamento dell’edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell’edificio.

Sull’edilizia è stato fatto e continuiamo a fare un lavoro significativo che mette al centro le studentesse e gli studenti con un rinnovato impegno anche sulle scuole secondarie di secondo grado. Fino all’ultimo lavoreremo al Ministero per portare avanti il Piano nazionale che in questi anni ha consentito interventi importanti sul nostro patrimonio edilizio”, sottolinea il Sottosegretario Vito De Filippo, con delega all’edilizia scolastica. (Fonte MIUR)

Elenco dei Comuni beneficiari

La scuola innovativa di Renzo Piano – la città di Sora

CEO at S&L srl salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Da oltre 25 anni lavora nell'ambito della formazione, consulenza e gestione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Mario Padroni

Scuola sicura e aperta secondo l'Architetto Renzo PIano

Una scuola aperta anche la sera, dove i ragazzi imparano andando sulla terrazza a osservare il cielo e le stelle. È il dono che l’architetto e senatore a vita, Renzo Piano, lascia alla comunità di Sora, in provincia di Frosinone, ma anche all’Italia.

Il progetto è di una scuola moderna, sicura, anzi «di sana e robusta costituzione fisica», dove si pratica la «mescolanza di saperi» come filosofia di base e dove gli insegnanti dovranno essere formati per un anno prima di entrare in servizio.

Primo progetto-pilota nell’ambito del progetto Casa Italia

Tutti gli adempimenti burocratici necessari sono stati superati, i lavori per la costruzione di questa scuola che introduce un nuovo modo di entrare e stare negli istituti partiranno a tra un anno. Se non ci saranno ostacoli, entro il 2020 potrebbero essere formate le prime classi . Sono pronti anche i fondi: 5,8 milioni del MIUR e un milione di Casa Italia. Sarà il primo progetto-pilota dei dieci promessi nell’ambito del progetto Casa Italia.

La scuola sicura di Renzo Piano

Il territorio su cui sorgerà il nuovo edificio è in zona sismica e l’edificio è stato progettato con vari obiettivi: la messa in sicurezza sismica e l’efficientamento energetico. Il progetto è diventato un case study dal gruppo di lavoro `G124´, perché zona 1 per rischio sismico, ha subito nel 1915 un terremoto devastante e presenta un elevato numero di casi di edilizia popolare pubblica che necessitano interventi di risanamento e messa in sicurezza.

Costruita attorno ad un albero centrale, in un giardino che è «il centro del mondo», l’edificio si sviluppa, leggero, su due piani. Il piano terra è «di tutti», è il luogo dello scambio tra città e scuola, con palestre, auditorium, la biblioteca-torre dei libri accessibili alla cittadinanza. Poi c’è il piano delle aule e il piano «tetto», il luogo dedicato allo svago e all’«esplorazione del mondo», una «terrazza di Talete» il primo filosofo a misurare il pendolo delle stagioni. Edificio economico e a bassissimo impatto ambientale, nell’atrio ospiterà dei contatori giganti che indicheranno il consumo quotidiano di luce, gas e acqua affinché i piccoli ospiti si rendano conto del suo costo energetico.

Il “rammendo” con la città

Per riuscire a effettuare davvero il rammendo occorrerà cambiare alcune leggi come quella sulla responsabilità all’interno degli istituti che dovrebbe permettere di capire chi sarà garante di quello che accade all’interno dello spazio al di fuori degli orari scolastici. Non sarà semplice ma Renzo Piano è ottimista: «Un architetto deve per forza essere ottimista. Anche un politico deve esserlo. Un architetto politico, quindi, deve esserlo due volte di più».

Vuole essere «un modello», ma l’obiettivo non è tanto replicarlo all’infinito, in mille città d’Italia, quanto forzare e modificare il quadro di regole e convenzioni che oggi pone ostacoli e difficoltà. «Non è bello disubbidire – dice Piano – ma fa parte della sperimentalità».

Cos’è il Piano Casa Italia

‘Casa Italia’ è un programma di lungo periodo, con l’obiettivo di coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza. Il focus 2017 del progetto, deciso da Matteo Renzi nel consiglio dei ministri del 25 agosto 2016, dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia, è sulla casa ovvero il luogo che deve essere sicuro per eccellenza e sulla sicurezza in caso di eventi sismici.

Le linee di intervento su cui si articolerà il piano “Casa Italia” sono essenzialmente quattro:

  • messa a sistema di tutte le informazioni disponibili, ma che al momento risultano frammentarie, sul nostro Paese con l’obiettivo di fornire una mappatura completa del rischio al fine di programmare i diversi interventi a seconda delle priorità;
  • qualità degli interventi che vengono fatti a fine preventivo: sviluppare, con il coordinamento del gruppo di lavoro G124 del sen. Renzo Piano, una serie di linee guida di intervento che tengano conto anche della vivibilità dei luoghi e, allo stesso tempo, fornire un insieme di interventi-tipo, sia per le nuove costruzioni sia per l’adeguamento antisismico degli edifici, sia pubblici che privati, esistenti che faranno da modello per i progettisti.
  • finanziamenti e procedure di intervento: snellimento e semplificazione delle procedure di finanziamento già varate dal Governo e ottimizzazione della loro efficacia;
  • intervento formativo: formazione di tecnici e professionisti che con continuità siano aggiornati su come si interviene sul territorio, ma anche degli amministratori quali committenti di edifici pubblici, nonché della popolazione a partire dal sistema scolastico. (Fonte Ediliziascolastica.it)